Art Space Academy 

 

Art space Academy è uno spazio virtuale d'incontro sui temi e le iniziative legate al mondo della cultura e dell'arte, per questo aperto a tutti.  Attraverso questo blog, saranno presentati piccoli articoli, chiunque può trarne stimoli di riflessione e contribuire ad ampliare l'orizzonte comune  della conoscenza e del confronto. Inoltre, vengono offerte occasioni concrete per partecipare a momenti di condivisione in spazi aperti, a contatto con la natura, a viaggi presso importanti istituzioni museali. Sono previste conferenze, corsi di formazione, per acquisire tecniche e padronanza con i mezzi impiegati nell'uso espressivo del disegno e della pittura. Dal principiante, al più esperto, l'esperienza può rivelarsi piacevole ed arricchente sotto il profilo del confronto tecnico ed umano. L' arte è soprattutto un linguaggio, impariamo a scoprirlo, per avere un mezzo in più per comunicare! 

 Icona contemporanea della "Vergine dell'ascolto". Basilica del Carmine, Napoli 

Il principe Cofrao e la giovane Bersalia 

Luigi Falco, Castello Avellano

L'antico torrione. Trasposizione artistica 

Città e Castelli medioevali : simbolo di fascino e potere 

Di Luigi Falco 

I castelli, le città fortificate dall'epoca romana a quella rinascimentale, hanno rappresentato sempre : la fragilità e la forza di un popolo in epoche diverse della storia. Molto spesso la sicurezza di molti cittadini dipendeva da una cinta muraria e da uomini addestrati alla sorveglianza e difesa dei propri confini. Queste costruzioni somiglianti a delle aree militari, per la loro imponenza e solidità, acquistavano fascino e mistero da parte di coloro che attraversavano i territori dove esse sorgevano. Il castello di Avella, uno dei tanti esistenti nella Regione Campania, con la sua storia millenaria, le vicende politiche che l'hanno riguardato, è stato un baluardo di difesa a supporto del governo centrale di Napoli esposto nei suoi confini ad attacchi imprevisti da parte di milizie e bande provenienti da alcune aree del Mediterraneo. La sua posizione strategica ha concentrato su di sé, sia l' odio di alcuni nemici, che  l'alternarsi di note famiglie accreditate presso la Casa reale napoletana, da cui ricevevano incarichi e privilegi in funzione dei servizi che essi erano in grado di assicurare. Sorto intorno al VII sec. con i Longobardi, passò in seguito ai Normanni e agli Angioini. Tra i sec. 400 e 500 l'antica fortezza fu gestita da alcune famiglie nobiliari quali gli Orsini, Colonna, Spinelli. Ed è in questo ultimo periodo che il Castello fu seriamente danneggiato a causa di eventi sismici e dall'eruzione del Vesuvio. Ma nonostante ciò,  rimane ancora di esso : l'imponente cinta muraria con il maestoso torrione, insieme ad una antica descrizione autografa che viene qui riportata. Da queste testimonianze possiamo  immaginarlo  come una comoda dimora molto confortevole che dall 'alta collina dominava  il fondo valle alberato e coltivato dai suoi antichi abitatori. 

" Vi è...sopra un monte dalla parte di occidente lo castello con la cittadella e palazzo...nel quale vi è una torre grande con cortiglio. Una sala con otto camere in piano e molta altra comodità. Questa cittadella è murata con dodici altre torrette attorno dette mura per combattere e dentro vi sono da circa cento fochi distrutti e disabitati. Vi è anco la Parrocchia e cisterna grandissima, nella quale al presente vi è acqua freddissima, lo quale castello è fatto con grande artificio con mura altissime e grossissima spesa...vi sta lo castellano e vi si ponevano li carcerati di mala vita. "

 

 

Avella, interno giardino Palazzo Ducale 

Tavolozze di primavera : esperienza immersiva nel paesaggio Avellano 

 

Di Luigi Falco 

La primavera è un evento stagionale da tutti atteso, dopo le morse del freddo invernale che ha allontanato per un certo periodo l'uomo dalla terra, durante la fase di gestazione necessaria a tutto il mondo naturale. Con il mitigarsi del clima, le prime fioriture, le condizioni esterne favoriscono il lento  processo creativo dell'uomo. Da qui traee origine ogni fonte di ispirazione per chi desidera realizzare il proprio rapporto con la natura ,attraverso la sua sensibilità ,servendosi degli  strumenti legati al suo soecifico campo di espressione. Dai primi segnali di vita è possibile cogliere nello spazio naturale , i colori dei fiori, le radure verdi delle colline, le acque che scorrono rumorose lungo il corso acciottolato verso il quale si dirige. Questa immagine, molto simile ad altri contesti naturalistici, esprime ogni volta, in modo nuovo :  la visione del paesaggio rurale  e le emozioni che si associano ad esso. In questo contesto, può essere inserita la presente  iniziativa. Inoltre, Sarà possibile svolgere : un'attività di gruppo, un laboratorio a cielo aperto,  sentirsi coinvolti ed accompagnati in un cammino di ricognizione e ricerca per la trasposizione di immagini colorate trasferite su piccoli supporti, che in seguito  si trasformeranno in piccole opere d' arte, che potranno essere custodite ed ammirate all'interno dei propri spazi domestici. I Weekends di Primavera, si svolgeranno da Marzo a Maggio costituiti da 12 incontri della durata di circa tre ore, aperti a tutti e gratuiti. Seguendo alcuni itinerari, tra sentieri alberati, profumate ginestre, siti archeologici, con mezzi propri o a piedi, sarà possibile vivere un'esperienza entusiasmante di socialità, attività motoria, cultura, apprendimento degli strumenti espressivi, finalizzati al linguaggio della rappresentazione artistica. Quanti sono interessati alla proposta possono contattare direttamente : Art space Academy al seguente numero : 3338939905

 

 

 Hennry Swiburne 1743 - 1803

 Hennry Swiburne, uno scrittore Inglese del 1700 ad Avella  

 

Di Luigi Falco

 

La scoperta di questo scrittore si rivela ancora oggi molto sorprendente. Chi non è interessato tanto ai temi letterari, potrà cogliere da questa breve lettura note di curiosità biografiche legate ad un intellettuale inglese di altri tempi. Pensate che egli era un uomo stimato dalle migliori corti del suo tempo. Nel 1780 era a Vienna con la sua famiglia ospite dell ' Imperatore d' Austria Giuseppe II e sua moglie la Regina Maria Teresa. In quella occasione l' Imperatore fece da padrino al figlio di Swinburne e al piccolo fu dato lo stesso nome del Sovrano. La moglie dello scrittore, invece, fu insignita dalla sovrana della Croix Ètoilée . Vediamo in breve le origini Hennry Swiburne. Egli nacque a Bristol 1743 da una famiglia cattolica. Studiò a Parigi, Bordeaux e all ' Accademia Reale di Torino, arte e letteratura. Uomo colto, viaggerà molto, la sua conoscenza sui luoghi che visiterà è già consolidata in partenza, tanto che nei suoi lavori ricorre alle fonti di autori quali Orazio, Virgilio, Shakespeare, Montaigne ecc. Egli è una figura che abbraccia insieme il campo di interesse di un antropologo, di uno storico, di uno esperto in materie economiche, un linguista e persino un artista. Non era un intellettuale compassato che viveva nell' altezzosità delle conoscenze acquisite, ma la sua cultura, invece, mossa da uno spirito inpavido, lo trasformò in uomo scopritore e creativo al tempo stesso. Nei suoi lavori si può comprendere quali abilità avesse nel conciliare il linguaggio letterario con quello artistico.
Questa complementarietà renderà ancora più precisi i suoi appunti di viaggio. Infatti tra il 1777 al 1779 sarà nel Regno delle due Sicilie e da questa esperienza ne trarrà un ' opera in cui descriverà minuziosamente i luoghi da lui visitati, tra cui anche Avella. Uomo intellettualmente onesto, così esordiva nell' introduzione del testo su citato. " Parte della mia rotta è terra nuova e se accadrà che, incresciosamente, mi avventurerò sugli stessi passi di precedenti autori, spero che emerga qualcosa che è sfuggita alla loro osservazione. Lontana da me la voglia arbitraria di criticare la loro autorità o di sminuire i loro meriti ". Vediamo come sarebbero andate le cose durante la sosta ad Avella. Una mattina il Conte Ottavio Cattaneo si trovava all' interno del suo studio. Un suo servitore gli annunciò la visita di un nobil uomo inglese. Il Conte fece cenno al suo inserviente di farlo accomodare. Il giovane ospite si tolse il cappello ed inchinandosi lo salutò :
- Good morning, Sir !
- How do you do?
- Mister Swiburne, I suppose?
- Yes, I'm very happy to be in your palace and it is an honour for me ".
Ia conversazione cominciò poi a sciogliersi in un clima di familiarità linguistica perché lo scrittore inglese chiese al Conte di utilizzare la sua lingua perché egli aveva motivi per approfondirla. Non sappiamo però quanto durò il suo soggiorno, ma il rappresentante della Comunità Avellana fu impeccabile nel riservare un' ospitalità degna di ogni riguardo così come si addiceva ad una famiglia blasonata come la sua.

 

 

Dipinti parietali presenti presso le grotte di

S. Michele ad Avella 

Angeli e demoni :

nelle leggende e testimonianze d'arte della cittadina Avellana 

Di Luigi Falco 

La figura dell' Angelo è stata da sempre  associata ad un essere spirituale di luce, espressione di amicizia, protezione, messaggero Divino inviato dall'alto alle creature umane della terra. Tralasciando altre interpretazioni deducibili all'interno di culture religiose più antiche, si può dire che all'interno della tradizione cristiana esso è il personaggio più descritto sia nella letteratura biblica che nelle rappresentazioni artistiche di tutti i tempi. Uno degli artisti più rappresentativi della storia dell'arte italiana, è sicuramente Giotto. Il suo talento raggiunse il massimo della sua espressione grazie anche a delle circostanze fortunate che lo introdussero in un contesto sociale, politico e religioso, offrendogli opportunità di lavoro, che da artista si trasformò in seguito in  una vera attività imprenditoriale.  Grazie ad una nota famiglia fiorentina che aveva stretto degli ottimi rapporti con Roberto D'Angiò, regnante di Napoli e all'ordine dei francescani, Giotto  giunse nella Capitale delle due Sicilie. Il Re consapevole del valore dell'intervento che l'artista fiorentino avrebbe lasciato soprattutto nella sua Corte, reperí fondi necessari, per finanziare un complesso progetto decorativo, che avrebbe interessato, sia la Chiesa di S. Chiara che la Cappella Palatina situata all'interno del castello Mastio Angioino. Esistono ancora oggi prove documentali della stipula del contratto comprensivo di ogni singola voce di riferimento tra la Casa Angioina e l' artista toscano. L' arrivo di Giotto a Napoli tra il 1328 - 1333 fu salutato come un grande evento ed il suo lavoro dovette avere un notevole influsso nel mondo artistico culturale di quel tempo. Nelle sue opere, la figura dell'Angelo è particolarmente presente, sia che esso svolga un ruolo da protagonista nel racconto per immagini , sia che assuma una posizione statica o dinamica tra gli azzurri dei suoi cieli, oppure citato semplicemente come motivo ornamentale tra gli inserti delle cornici perimetrali. Ad Avella, però, esistono tracce più antiche sul culto e le raffigurazioni del soggetto angelico. Infatti, furono i Longobardi che intorno all 'ottavo secolo, con la costruzione del primo nucleo del castello assocciarono al loro ruolo politico quello religioso, contribuendo alla diffusione della religione cristiana. Così, si apprende che essi vollero dedicare il loro Fortino di pietra all' Arcangelo Michele. Mentre lungo le pendici dell'Appennino Campano, situato nella parte più alta del centro abitato, esiste una grande cavità rocciosa, trasformata intorno al XI - XII sec. in luogo di rifugio per coloro che cercavano riparo dalle scorribande nemiche che invadevano le comunità preesistenti, che in uno spazio riservato per esperienze ascetiche. Risalgono a questo periodo alcuni affreschi in parte ancora conservati, dove è possibile notare la presenza di Angeli raffigurati con una concezione stilistica diversa l'una dall'altra. Nell' immagine visibile in copertina, si possono notare due figure angeliche. Nella prima è visibile un Angelo ieratico da chiari tratti Bizantini. Nella seconda raffigurazione, si nota  un altro Angelo, visto di profilo con le sue linee aggraziate, dove è possibile riscontrare due elementi : Il braccio teso in avanti, in segno di saluto che  indica il suo ruolo, come riportato nel racconto evangelico, mentre si accinge a Maria, la prescelta da Dio. Mentre Lo stile pittorico di quest' ultimo, risente molto dell'influsso giottesco, non è da escludere l'intervento di un artista dell'area napoletana che avrebbe potuto vedere le opere realizzate dal maestro toscano all'interno  del  monastero di S. Chiara. L'accostamento di queste due opere, di diverso periodo, avrebbe fatto esclamare ad uno storico dell'arte : Giotto cambiò la pittura da greco in latino. Nelle leggende popolari di Avella, riportate all'interno di una pubblicazione risalente  al  1888 scritta  da Mons. Francesco Guerriero, sono presenti  racconti di esseri oscuri, riti magici, apparizioni demoniache che avrebbero visto quale luogo di interesse l'area circoscritta a quella del  castello medievale, oggi in parte ancora visibile con i suoi resti. Tuttavia, esiste ad Avella un luogo dove la figura angelica trionfa nelle sue rappresentazioni e significati. Si tratta della Chiesa tardo rinascimentale, con annesso Convento, situata nella parte centrale del centro abitato. Essa, infatti, appena dopo essere stata ultimata, fu dedica a S. Maria degli Angeli. Alle spalle dell'altare maggiore è visibile un grande dipinto raffigurante l'episodio dell'Annunciazione, con un Angelo che assume una postura di impronta cortigiana. Ma il trionfo del tema angelico, si può coglierlo  dall'ampia superficie della tela del soffitto opera del Castellano del 1724, che presenta una complessa coreografia di personaggi disposti secondo un ' impostazione di chiaro stampo teatrale. Infine, gli altari marmorei del ' 700 riportano tutti putti angelici realizzati rigorosamente in marmo.

 

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